Il mio disinteresse per il sesso va di pari passo con la riflessione costante sulla sua necessità di farmene partecipe. Vado fantasticando di rapporti interpersonali intimi ed intensi che non lo prevedano... ma, a conti fatti, nessuna delle persone con cui ho una relazione piacevole è scevra dal desiderio di fare sesso. Non tanto per un bisogno di contatto, ma per quello che rappresenta: per il sigillo che garantisce una condizione speciale, unica, circorscritta ad un microcosmo a due. Momenti di vita fra parentesi in un discorso che parla di tutt'altro.
Considerazioni accessorie. Ma si sa che è l'accessorio quello che fa la differenza. .Anche se non può sostituire il vestito. Anche se non è abbastanza . Da solo, risulterebbe inappropriato, rimanderebbe ad un contesto diverso, quello degli svestiti.
Sono anorgasmica da almeno un anno. Non ho idee stimolanti.
I corpi in sè non mi sono mai bastati col loro affacendarsi secondo copione.
Mi mancano i pensieri.E mi rendo conto che non hanno nulla a che fare con le persone. Nè coi sentimenti che, sinceramente, provo per loro. E probabilmente non hanno neppure a che fare con la percezione di me e del mio corpo: che - dal punto di vista meccanico- reagisce secondo le regole. In effetti non è del tutto corretto dire che sono anorgasmica. Diciamo che sono orgasmi freddi. Tipo quegli starnuti che non sono preceduti dal prurito al naso. Liberatori e rapidissimi. Che non lasciano eco. Che non senti arrivare e che non riesci a rallentare, a rincorrere o a prendere per mano. Nella personale classifica delle sensazioni frustranti questa delusione merita il podio. Perchè al vacillare della mente siamo allenati da anni di educazione: sappiamo circorscivere, fornire giustificazioni, smussare e addirittura stravolgere e ribaltare. Al tradimento del corpo, invece... non ci si può che arrendere. Quando anche il meccanismo semplice di pelle e umori smaschera la pagliacciata delle giusticifazioni di un pensiero pigro, disincantato, disamorato non resta che prenderne atto. Possibilmente ostentando dignità.
Mi scopro a rovistare nella confusione dei ricordi: cinica e agguerrita passo al vaglio la descrizione delle passate sensazioni. E mi dò della poetica e/o patetica, dell'ingenua ragazzotta, dell'impreparata. Eppure innamorata ed infatuata lo sono stata, a leggere ciò che scrivevo.
Eccitata da inezie o da pratiche sull'orlo del ridicolo (francamente ridicole per il mio sguardo attuale, ma irrorate di una penombra che -pare- le rendesse superbe e affascinanti solo pochi anni fa).
Perchè non mi basta più la semplicità dell'ovvio umano? Perchè la trasgressione mi crea quasi esclusivamente affanno logistico?
Invecchiare mi piace. Mi chiedo se invecchierò arrivando ad una castità miomalgrado. Non scelta, non sorretta da motivazioni morali o psicotiche non importa. Ma così, per incapacità di calore nel sentire il trasporto irrazionale. Forse perchè non credo più all'esistenza del puro a-razionale, alla totale assenza di calcolo, allo svincolo completo dal contesto, alla gratuita ed infinita osmosi.
Mi rimane il fitness. E non riesco (e non voglio) farne una religione.
domenica, marzo 25
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